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Come molti di voi sapranno, ho intrapreso una collaborazione con Musicraiser, portale che si occupa di crowdfunding per il mondo musicale.

Cos’è il crowdfunding?

Letteralmente significa Finanziamento Collettivo; è un processo composto da gruppi di persone che condividono interessi simili o vogliono supportare un progetto che ritengono valido.

Per spiegarla in modo ancora più semplice, è una raccolta fondi per dare la possibilità a chi ha un’idea, ma non ha la disponibilità economica, di poterla realizzare con centinaia di piccoli finanziatori. Immagina di voler aprire una piccola attività commerciale, dal valore economico di 5000 euro.
Non tutti abbiamo le stesse disponibilità economiche e spesso, le banche, non concedono prestiti. Ma se ogni utente che crede nel tuo progetto, ti aiutasse con delle piccole donazioni? Non sarebbe il tutto più semplice?

Una community composta da 100 utenti dove ognuno dona 50€, ad esempio, e tu sei pronto ad aprire la tua attività! Ovviamente dovrai sdebitarti con loro, facendo degli omaggi o sconti particolari su ciò che andrai commercializzare.

Naturalmente ho lanciato dei numeri a caso, per rendere i conti ancora più semplici nella lettura di questo post.

Ovviamente, il progetto che vorrai proporre, dovrà essere molto valido con un business plan ben strutturato e con degli obiettivi studiati.

Quindi perché non utilizzare quest’utilissima risorsa per il mondo musicale underground?

Ogni volta che propongo a una band la possibilità di poter avviare una campagna di Crowdfunding, la maggior parte, mi risponde: “Non ci piace chiedere l’elemosina!”

Risposta più sbagliata in assoluto.

Fare una campagna di crowdfunding, non è sinonimo di chiedere l’elemosina ma bensì è coinvolgere, e aumentare, la propria fan base. Come? Dando loro qualcosa in cambio.

Una volta c’erano le case discografiche che investivano grosse somme di denaro verso i progetti musicali che ritenevano più meritevoli. Oggi, purtroppo, questo meccanismo non è più semplice come un tempo.

Per un artista emergente, dopo aver investito un proprio capitale per la registrazione e stampa del disco, è molto difficile che poi rientrerà del proprio investimento. I live sono sempre meno, e mal pagati, e durante i concerti si vendono pochissime copie del proprio lavoro.

Quindi, perché non accelerare il processo di prevendita, con una campagna di crowdfunding?

Una volta studiata la tua campagna, dovrai dare qualcosa in cambio ai tuoi sostenitori, e cosa c’è di meglio di una copia in versione esclusiva del tuo lavoro, magari corredata da qualche gadget aggiuntivo?

Non stai facendo l’elemosina ma stai vendendo in anticipo il tuo disco, inoltre stai aumentando notevolmente la tua fan base, raggiungendo molti utenti, che prima non sapevano della tua esistenza.

Devi sapere però che non tutti i progetti vengono accettati e non per questioni di generi musicali, ma per contesti legati all’attività Social della propria fan page.

Il crowdfunding può funzionare soltanto se la band ha una discreta attività sui social network, altrimenti non si andrà da nessuna parte. Ecco perché è fondamentale che ogni musicista emergente abbia una Fan Page ben curata.

Niente like o fan comprati, il tutto deve essere derivante da traffico web organico, perché le interazioni con i propri fan devono essere reali e fidelizzate.

I numeri di Musicraiser?

Negli ultimi 5 anni di attività, la piattaforma, è riuscita a erogare al mondo dei musicisti oltre 4 milioni di euro, con una percentuale di conclusione positiva della campagna pari al 70%, dove l’80% dei progetti riesce a superare la soglia d’obbiettivo iniziale.

Naturalmente questi numeri fanno gola a tutti ma come ogni cosa, bisogna studiarla, e impostarla, nel migliore dei modi, andando a capire cosa e come può funzionare al meglio per il raggiungimento del tuo obiettivo.

Vuoi una consulenza gratuita per capire se il tuo progetto può entrare a far parte della rete di Musicraiser? Contattami!

Trovi utile questo articolo? Aiutami a condividerlo.

CIAO!

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