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Tony Tuono contrabasso

Oggi voglio presentarvi un musicista che stimo tantissimo: Tony Tuono che, tra l’altro, porta “Buono”.

Ciao Tony, benvenuto su MusiCommunication.

1 – Quando è nata la tua passione per la musica, qual è la tua formazione e soprattutto: perché proprio il contrabbasso?

Ave Oreste, mettiti comodo…
Fu in una tetra notte di Novembre che le mie fatiche si realizzarono” citazione del Frankenstein di Mary Shelley; frase che mi accompagna ogni qualvolta mi venga chiesto com’è cominciato tutto e di come sia nata la PASSIONE.
Inizia realmente nel 1994 quando, appunto a Novembre, nascono i Revolver, che sempre considererò la mia Creatura. L’idea c’era da prima, più precisamente nel 1990; inizio a comporre le prime canzoni ma il tutto era aleatorio ed ignorante con un’attitudine punk “del fai da te” che sinceramente oggi manca tantissimo. Ci chiamavamo i Nerkios (omaggio agli Skiantos ) che rimangono la mia prima esperienza di banda “organizzata”. Band come puoi immaginare di chiaro stampo demenziale e con un bagaglio tecnico pari allo zero ma che mi ha lasciato un ricordo stupendo: lussazioni notturne alla mandibola e gli addominali scolpiti dalle grassissime risate di allora; per il resto omissis, omissis e ancora omissis! Però lì, nel 1991, mi sverginai! Iniziai a capire che quella cosa chiamata Rock stava iniziando a creare assuefazione. Prettamente nasco come chitarrista e cantante, il contrabbasso è stato sempre un mio sogno e, nel 2004, di necessità ne ho fatto virtù, in quanto i Revolver si erano sciolti e volevo intraprendere un nuovo corso musicale attingendo alla scuola dei Padri Fondatori del Rock and Roll quali Elvis, Eddie Cochran, Carl Perkins, Gene Vincent e via discorrendo. Inoltre, verso la fine degli anni novanta, entrai in possesso di cd e vinili di bands Psychobilly e Neorockabilly. Insomma, mi stuzzicava l’idea di iniziare un futuro attingendo al passato e poi, il contrabbasso, ha quel suono unico e riconoscibilissimo; volendo ci fai tanti generi, diciamo che ha il suo peso in tutto e per tutto.

 

2 – È stato difficile seguire questa passione?

La PASSIONE maiuscola, come evidenziavo, prima è nata appunto con i Revolver; diciamo che quando inizi a fare le cose seriamente, devi farlo nel vero senso della parola e tutto ciò comporta sacrificio; andare contro ogni probabilità di vittoria e di sconfitta, senza tener conto dei soldi che entrano e di quelli che, soprattutto, escono. Mettere sul piatto di gioco anche la propria vita privata, gli affetti più cari, “eliminare” le persone che ti tengono tirato il freno a mano e che tentano di distoglierti dai tuoi obiettivi, anche a costo di risultare cattivo agli occhi degli altri. Lo dico chiaramente in ” Belzeboogie”, la canzone che dà il titolo all’album: quando vendi l’anima al Rock and Roll non ci sei più per NESSUNO e devi scegliere se stare fermo oppure ballare. È una legge, oserei dire, quasi naturale; immagina per un attimo la via Crucis di Gesù Cristo maggiormente per chi ci crede e anche per chi la intende come una favola: quella è PASSIONE e molti se lo dimenticano riempendosi la bocca con frasi rubate a cazzo tipo “siamo in missione per conto di Dio”, “quando suono ci metto passione” oppure “aaaah il Rock? È la mia passione!” bla bla bla bla…bene chi lo ripete e ne fa sfoggio spesso e volentieri è il primo a non aver neanche provato un minimo di salita nella vita artistica e non.

La PASSIONE è un’altra cosa.

 

3- Cos’è per te la musica?

È una dipendenza. Una scimmia con le basette sulle spalle. È un ronzio di mosche nel cuore della notte se durante il giorno non le hai dato attenzioni oppure l’hai trattata male. Quando promuovi e suoni la tua musica diventa croce e delizia, un rapporto sessuale che ti auguri duri il più a lungo possibile facendo godere te e chi ti ascolta ma, chiaramente, non è sempre festa; vuoi per la location o per il pubblico che hai di fronte ma resta sempre e comunque un punto fermo a cui pensare quando apri gli occhi per svegliarti e quando li chiudi per dormire, per aumentare i pregi ed eliminare gli errori.

 

4 – Tu hai iniziato a suonare nel 1994; cosa pensi della scena musicale di oggi e cos’è cambiato in questi 20 anni?

Quasi tutto. Quasi. C’era più entusiasmo da parte dei locali e da parte degli addetti ai lavori. C’era il sogno di arrivare all’etichetta discografica per vendere il tuo prodotto; non c’erano i talent che hanno spazzato via la PASSIONE eliminando la famosa gavetta. Ogni live era realmente un “evento”. Oggi, anche un dj che mette i dischi rientra negli eventi.

Per me, uno che mette i dischi, è semplicemente uno che mette i dischi! Ahahahahahahah.

Se poi ti soffermi sulla scena musicale italiana, ti viene il vomito; i big di allora sono i big di adesso, non c’è stato ricambio, se non con i certificati di morte. Di buono c’è che grazie all’avvento del Web, e dei Social, l’autopromozione di un artista o di una band è diventata più diretta; se si ha qualcosa di buono da dire viene recepito senza filtri, magari non subito ma arriva alla gente. Diciamo che ci mette meno rispetto agli sbattimenti che dovevi fare negli anni novanta, dove armato di cassettine e gettoni telefonici e tanta tanta benzina cercavi di ritagliarti un micro mondo nell’underground. Un’altra cosa che non è cambiata è la classica richiesta di soldi da parte di fantomatiche agenzie e organizzazioni che, a detta loro, sono da anni nel musicbiz. E qua ragazzi la lista sarebbe lunghissima.
Con i Revolver facemmo molti concorsi arrivando anche primi; persino sui tavoli delle major, questo nel 2002, ma immancabilmente passava avanti chi ungeva coi soldi gli ingranaggi , e poi c’era chi aveva la lingua sporca di merda. Quelli non cambieranno mai. Sono durati poco. Li ho visti spegnersi; non c’era mai stata la sostanza!!! Non costruisci una carriera su un disco o, peggio ancora, su una singola canzone. Lo stesso errore, in forma diversa, lo stanno facendo oggi con i talent show che ho sopracitato ma questo è un discorso demagogico per tutti noi che amiamo la MUSICA con le maiuscole.

 

5 – Hai “customizzato” il Rockabilly creando il Ghostabilly, di cui ti sei proclamato il Re. Ti va di spiegarci le caratteristiche di questo tuo genere?

Il Ghostabilly è ironico, ahahahahahaha, compresa la mia corona di latta. Cercherò di essere breve. Già, di per sé, il Rockabilly è un genere, soprattutto qua da noi in Italia, molto ma molto di nicchia; c’è da dire che negli ultimi anni ha preso un po’ più piede esclusivamente per un discorso prettamente estetico più che musicale. Da qui la giusta incazzatura di alcuni puristi della vecchia guardia che è cresciuta con il ROCKABILLY e ha vissuto quel revival che gli anni ottanta hanno portato anche qui da noi; ricordiamoci che in quegli anni c’erano anche i paninari, i dark ,i metallari, i punk , i new romantic, ecc….bhe io, rockabilly non lo sono mai stato, anzi sono stato più un metallaro e poi dark (lo sono ancora in fondo in fondo ), ma rockabilly mai. Però tutto questo non mi ha impedito di suonare il contrabbasso, di cantare con l’eco alla voce, farmi il ciuffo e altre cose; anche perchè i miei primi ascolti sono stati proprio i Padri Fondatori che ti dicevo prima Elvis, Eddie ,ecc… La prima scossa me l’hanno data loro, quando avevo 10 anni e non gli Stray Cats e tutto il neorockabilly a seguire, che ho ascoltato, come ti dicevo, molto tempo dopo. Se questo è stato fatto puramente per un discorso estetico tralasciando la sostanza, allora sarei un cialtrone ma visto che non voglio prendere in giro nessuno e ho sempre suonato onesto rock and roll, un giorno, rifacendomi ad una canzone di Brian Setzer “Really Rockabilly”, che ti consiglio di ascoltare se non la conosci (inoltre ti invito a leggerne il testo perché è fantastico) mi è venuto in mente questo nome, Ghostabilly, per l’appunto, per indicare il mio genere. Anch’io volevo un mio genere e diventarne il re ahahahahah. Scherzi a parte, alla fine mi sono chiesto: cosa vuol dire Psychobilly? Gothabilly??? Horrorbilly? Punkabilly? In che modo si differenziano tra loro? Scusa, i Nekromantix, che più volte ho visto dal vivo, a me sembrano punk, così come anche gli ultimi Demented are Go che sembrano brutalbilly, e i Quakes ( che adoro)? A me sembrano più neorockabilly, mentre i Meteors,  Creepshow, Rezurex, Guana Batz, ecc…insomma sono tutti XBILLY o sbaglio?! Arrivo al dunque: sono troppo Psycho per gli Autentic e troppo morbido per gli Psycho. Uso il contrabbasso per i Teddy e per i metallari, canto in italiano e mi associano a Piero Pelù, perchè in questa Italietta l’unico punto di riferimento per ogni forma di rock è Piero, sennò ci sono le altre merde della musica leggera italiana, con qualche rara eccezione. Voglio essere Ghost, un fantasma di fronte alle etichette, voglio essere libero di scrivere e suonare le canzoni senza costrizioni soprattutto di forma e voglio fortemente che la mia musica arrivi a più gente possibile, indifferentemente dal background, dal tipo di ascolti e a maggior ragione senza tener conto delle appartenenze. Per quanto riguarda la desinenza ‘billy , è perché ho ingurgitato ettolitri di Billy all’arancia e probabilmente, ahahahahahah, mi si ripropone ancora oggi ! Posso essere il Re della Mia Musica !?

6 – Nel 2013 è uscito il tuo ultimo lavoro, autoprodotto e autopromosso, “Belzeboogie”, che trovo stupendo in ogni sua traccia. Come mai questa  scelta di non avere un’etichetta e un ufficio stampa?

Ti ringrazio per i complimenti, “Belzeboogie” piace molto anche a me ma in passato ho avuto a che fare, nel periodo Revolver, con “addetti ai lavori” che promettevano solo fumo e non mi riferisco alla resina che piace tanto ai giovani con i blue jeans. In futuro se ci dovesse essere una qualche proposta genuina e sanguigna potrei pensarci su. Se questo realmente servisse a portare, come dicevo prima, la mia musica a più orecchie possibili.

 

7 – In ogni tuo live, come sulle tue pagine social, promuovi molto la condivisione, tanto che dai primi di Ottobre il tuo disco è in download gratuito. Sono rari i musicisti che lo fanno ed io li stimo tantissimo. Come mai questa decisione?

La decisione è stata quasi obbligata, visto che nell’ultimo anno molte persone mi hanno chiesto il disco che è andato esaurito già agli inizi del 2014. Nel gennaio del 2015 abbiamo cambiato ufficialmente chitarrista Jimi Setzer, e Parpo C.Fellas , il batterista, e per me sono stati una manna dal cielo che ci ha permesso di acquisire più sicurezza e potenza in sede live; contiamo di ristampare Belzeboogie in concomitanza dell’uscita del prossimo album, magari aggiungendo qualche bonus track registrata proprio con la nuova formazione. La vendita dei dischi, per un gruppo underground, sono linfa vitale e questo si sa ma avere più gente che conosce le tue canzoni perché non ha avuto la possibilità di venirti a vedere live, oppure ti ha chiesto il cd e tu non l’avevi, in qualche modo la devi “fidelizzare”, “invitare” e questo è un buon sistema a disposizione; ciò non toglie la magia, un giorno, di avere tra le mani Belzeboogie in forma plasticofisica, che tra l’altro ha un super packaging, con gioco in scatola al suo interno ovvero una vera e propria Tavola Ouija. Qualche fortunato possessore mi ha confessato che il cd ha poteri tali e quali a quelli di un talismano. Da avere assolutamente!!! Semplicemente un invito ad acquistarlo tra pochi mesi ahahahahah!!!!

 

8 – Il modo di ascoltare la musica sta cambiando e si sta spostando quasi tutto in digitale attraverso servizi come Spotify o Apple Music. Cosa ne pensi? Credi che il mercato musicale possa trarne beneficio?

E’ il futuro, il maledetto o benedetto futuro ma penso che la magia della musica dal vivo non potranno mai e poi mai digitalizzarla; gli mp3 rimarranno un invito a capire in studio cosa fa una band, una presentazione ma dopo un live vai sicuro che se la band ha fatto colpo il disco, o addirittura il vinile, verrà venduto sempre e comunque.

 

9- Abbiamo quasi finito Tony. Tu e la band vi spostate con il BelzeBus. Avete mai pensato a un progetto simile al TAO LOVE BUS EXPERIENCE, quindi prendere, partire e portare la vostra musica ovunque vi pare?

Valerio Ziglioli, in arte Tao, ho avuto il piacere di conoscerlo un po’ di anni fa; già allora utilizzava questo sistema di musica live a domicilio che a me piace tantissimo. Finalmente ha avuto l’attenzione che merita; è vero, ci sono voluti tanti anni ma almeno molta più gente è venuta a conoscenza del suo Love Bus e, come persona e musicista, se lo merita alla stragrande. Noi, con il BelzeBus, al momento non possiamo farlo al 100% , per motivi strutturali del mezzo ma sicuramente dopo opportune modifiche il prossimo anno magari si inizierà a provare.

 

10 – Ultima domanda e poi ti libero. State lavorando a un nuovo disco? Prossimi live?

Sì le canzoni sono tutte pronte. Basta solo qualche rifinitura; diciamo che una preproduzione casalinga l’abbiamo già fatta. Stiamo decidendo sul da farsi per quanto riguarda la registrazione finale. Comunque inizio del 2016 dovrebbe essere già fuori a far compagnia a Belzeboogie. Proprio per questo motivo abbiamo evitato di affollare i prossimi weekend con date live , a parte il 6 Novembre dall’amico Daniele  al HiFolks di Vittuone (MI)!

Un saluto a te e a tutti gli Spectra !

Tony Tuono Intervista

Bellissime risposte Tony; hai dato modo a me, e a chi ci segue di conoscerti più a fondo. Ancora GRAZIE e non interrompere il flusso!

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Tony vuole regalarvi il suo disco; come rifiutare un dono così?

Non interrompete il Flusso, condividete la musica!

Ora vi farò ascoltare un paio di suoi pezzi, tratti proprio da Belzeboogie.

MOTO GUZZI

 

CADILLACULA

 

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