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TAO_INTERVISTA_HEADUn pomeriggio di fine primavera, o inizio estate, giravo per il centro di Milano e a un certo punto la mia attenzione viene catturata da un Transporter Hippy. Davanti al pulmino c’era un sacco di gente ma la cosa più bella era che da quel pezzo di storia a 4 ruote usciva della musica. Dentro c’era una band che stava suonando dal vivo. Io di concerti ne ho visti parecchi ma vi assicuro che una cosa come questa non l’avevo mai vista. L’ideatore e frontman di questa iniziativa, il TAO LOVE BUS, si chiama Valerio Ziglioli e oggi è qui con noi per farci conoscere questo suo progetto, a parer mio, meraviglioso.

1 –Quando è nata la tua passione per la musica e quando e perché hai deciso di mettere in piedi il progetto TAO LOVE BUS?
La folgorazione è arrivata quando un bambino degli anni ‘70 ascoltò “Help” dei Beatles per la prima volta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta ma il pegno ai quattro scarafaggi inglesi l’ho pagato appena ho potuto dare alla luce il mio primo album da cantautorocker nel 2005: il titolo “Forlìverpool” è un chiaro omaggio ai loro natali ma anche alla città romagnola dove è stato registrato, più precisamente nel Savana studio di David Sabiu a Forlì.
Già dal primo disco mi resi conto della difficoltà rappresentata dai mass-media (più un muro che un boost per un’artista emergente/indipendente). Nacque così l’idea di portare la mia musica direttamente al pubblico senza passare da radio, tv e giornali. Del resto la parola “TAO” significa “via, cammino, percorso”…non poteva che essere su quattro ruote e su strada la soluzione del problema. E non poteva che essere il TAO Love Bus il veicolo per la mia musica e per questo incredibile viaggio ai confini della realtà che dura da 8 anni.

2 – È stato difficile seguire questa passione?
No, non è stato facile. Avevo già perso mia madre nel ’97, poi mio padre nel 2005. Ero a pezzi e sinceramente non vedevo un futuro roseo davanti a me. Non vedevo proprio un futuro. Ma avevo questo vecchio pulmino del ’74 e la disperazione è stata la scintilla che ha fatto esplodere la bomba. Perché non equipaggiare quel pulmino con tutta l’attrezzatura necessaria per fare musica? Perché non suonarci dentro con tutta la band? Perché non portare in giro le MIE canzoni per provare a far innamorare le Persone alla vita? Perché non ricostruire le mie radici spezzate provando a sentirmi figlio del mondo? Da qui è partita la TAO Love Bus Experience. Da allora 900 concerti fra Italia ed Europa, 700 città toccate, 160.000 km percorsi, 2 motori fusi nel nome del Rock ‘n’ Roll. Mica pizza e fichi. Mica 3 stronzi che fanno casino dentro a un pulmino per farsi notare. Dietro a questo progetto c’è gente con i coglioni grossi come una casa.

3- Cos’è per te la musica?
E’ la mia droga. La musica, l’esibirsi dal vivo, la risposta del pubblico, il suonare in strada, guardare negli occhi una ad una le Persone davanti a te, sentire che fai parte di un tutto, prendere coscienza che tu sei in missione per conto dello Spirito del Rock e che è lui a guidarti. Tutto questo è la droga più potente che ci sia. Certo non è una vita facile. Ma è l’unica possibile. Almeno per me.

4 – Lo scorso Giugno è uscito il film “TAO – SPIRIT OF ROCK”: 5000 km in 20 giorni. Ti va di descriverci questa esperienza e che difficoltà avete incontrato lungo il tragitto?
E’ stata un’Esperienza apocalittica, al limite delle umane possibilità. Abbiamo viaggiato in 8 persone (io, band, fonico, road manager, 2 videomakers) col TAO Love Bus ed un furgone d’appoggio moderno (che però ha avuto problemi dall’inizio alla fine!), viaggiando 8 ore al giorno, suonando 8 ore al giorno, dormendo 3 ore a notte, il tutto senza uso di stupefacenti. Il tour era senza ingaggio e senza permessi. Cioè l’ho finanziato interamente di tasca mia, senza sponsor, major e cazzi vari. Ho investito tutto quello che avevo risparmiato nella mia vita. Per questo viaggio e per farne un film che raccontasse al mondo che cos’è lo Spirito del Rock. Quello vero. Ogni genere di sfiga ci è piovuta addosso, abbiamo rischiato più volte di tornarcene a casa col culo rotto ma la follia, l’amore, l’amicizia, l’ostinazione e due tizi lassù nel cielo (e nel mio cuore) ci hanno spinti a non mollare e ad arrivare fino in fondo. Il film è tutto questo: “SPIRIT OF ROCK” è Vita.

5 – Ci saranno altre proiezioni? Dove possiamo trovarlo?
Per ora è stato proiettato al Cinema Mexico di Milano, forse il cinema indipendente più importante in Italia. Un successone: data unica, record di incassi e di presenze. Quel giorno, tutte le sale cinematografiche di Milano messe insieme non hanno raggiunto il pubblico pagante che abbiamo portato al Mexico.
Il film “TAO – SPIRIT OF ROCK” al momento è uscito in Dvd, niente distribuzione digitale per ora, è disponibile ai concerti di TAO e su ordinazione cliccando questo LINK.

6 – Quando sei in tour, il pubblico estero, percepisce in modo diverso il tuo progetto rispetto agli italiani?
Direi di no. Sai perché? Perché la musica è buona e l’idea è buona, anzi unica. Davanti alla qualità qualsiasi pubblico ti apprezza. Ti prego di non prendermi per spocchioso o altro, sono solo convinto di quello che faccio. Del resto, quel che dico è sotto gli occhi di tutti. Basta venire a vedere la TAO Love Bus Experience in azione e te ne rendi subito conto. Chi fa musica oggi deve smettere di tirarsela. C’è gente che si spaccia per “artista” e non ha voce, né talento né personalità. Ma ha la faccia ingrugnita, la scritta “indie” sul cappello ed il veleno nel cuore. Vorrei dire a questi elementi di scendere in strada e far vedere davvero di cosa sono capaci. Sempre che ne siano capaci.

7 – Che cosa bolle in pentola? Prossime tappe o progetti?
Bollono in pentola cose interessanti. Perché mai togliere la sorpresa?
In ogni caso, da dicembre sintonizzatevi ogni tanto su Virgin Radio…
Che lo Spirito del Rock sia sempre con te!

Grazie mille TAO per la tua disponibilità e ti auguro con affetto che tu possa portare il TAO LOVE BUS in posti sempre nuovi e che lo Spirito del Rock sia sempre con te.
TAO_INTERVISTA

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