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Oggi, in anteprima su MusiCommunication, esce FROM THE ASHES, nuovo singolo dei Genus Ordinis Dei, tratto dall’omonimo EP.

Andiamo a conoscerli meglio. Benvenuti ragazzi.

1 – Da quanto tempo suonate assieme e quando avete deciso di mettere in piedi questo progetto?
La decisione di cominciare questo progetto è nata nel momento stesso in cui la band è nata: nel 2011. Abitiamo tutti nella stessa città e prima che la band si formasse facevamo parte di progetti musicali diversi. Nel 2011, appunto, abbiamo deciso di cominciare insieme un progetto che potesse rispecchiare e soddisfare gli obbiettivi e le aspirazioni di tutti, così eccoci qua!

2 – Lavoro, studio, vita privata; vi è difficile seguire questa passione?
Fare il musicista non è facile.
Ogni giorno ci scontriamo con le realtà dei nostri coetanei che sono completamente diverse dalle nostre, ed è difficile avere un contatto emotivo profondo con chi non ha le nostre stesse ambizioni, idee, prospettive; proprio perchè le priorità sono diverse e i modi di vivere lo sono ancora di più.
Fortunatamente sia a livello lavorativo, dove siamo impegnati come docenti/compositori/arrangiatori, che a livello personale, siamo circondati da musicisti o da persone che hanno una mentalità molto aperta sul nostro stile di vita, quindi non possiamo lamentarci.

3 – Cos’è per voi la musica?
La musica è tutto ciò che ci circonda, che ci compone, e anche quello che trasmettiamo al prossimo.
E’ sicuramente un mix di spensieratezza ed empatia nel momento in cui la ascolti, ma anche di grande responsabilità nel momento in cui la crei, perchè tutti ascoltano almeno una canzone al giorno…se quella canzone è la tua allora devi fare in modo che lasci qualcosa all’ascoltatore. Quel qualcosa deve partire da te.

4 – Oggi, in anteprima da noi, è uscito “From the Ashes”, cosa vi aspettate da questo nuovo singolo?
Siamo molto contenti di questo pezzo (e dell’EP in generale) e speriamo che possa dare un’idea chiara del salto di qualità che ha fatto la band rispetto a “The Middle”.
Inoltre speriamo che possa incuriosire gli spettatori su quello che siamo, e su quello che arriverà con l’EP e con il prossimo album.

5 – L’EP “Genus Ordinis Dei” è stato prodotto da Marco Coti Zelati, fondatore, bassista e compositore dei Lacuna Coil. Come mai avete deciso di affidarvi a lui e cosa vi è rimasto come bagaglio personale da questa esperienza?
Bhe Marco ci era stato descritto come un ottimo compositore, arrangiatore e produttore che avrebbe potuto farci fare il salto di qualità. Abbiamo deciso di proporci a lui, gli siamo piaciuti e abbiamo cominciato questa collaborazione.
Con lui siamo cresciuti molto musicalmente e professionalmente.
Anche a livello di songwriting, abbiamo capito che spesso la via più efficace non sta nel tecnicismo pretenzioso ma nella semplicità.
Sicuramente la lezione più grande comunque è stata quella di averci fatto capire che una canzone non deve essere bella solo per noi che la scriviamo.
…ah, e Richard è migliorato un sacco anche in cucina…

(per chi non lo sapesse, Marco, è anche un ottimo cuoco. Ti sta venendo fame? Seguite la sua rubrica MFC – FOOD CORE)

6 – Sappiamo che tutti avete un percorso di studi completo a livello musicale e che insegnate presso una scuola anche a ragazzi molto giovani; quali sono i consigli che vi piace dispensare per far crescere in loro ancor più passione? Avete aneddoti su conversazioni avute a riguardo con gli alunni?
Insegnamo tutti nella stessa scuola, quindi la cosa migliore, a nostro avviso, è far capire ai nostri studenti com’è essere in una band.
Suonare bene uno strumento lo si può fare, basta mettersi 8 ore al giorno a fare solo quello…ma saperlo suonare al servizio di qualcosa è ciò che differenzia un artista da un esecutore. Forse è questo il consiglio migliore che diamo.
L’aneddoto più bello è proprio collegato a questo discorso:
Era il primo anno, e avevamo questo allievo di basso, sui 40 anni, che non aveva la mentalità per studiare. L’abbiamo messo in una band per l’esibizione di fine anno; ha imparato il pezzo a memoria, è salito sul palco e alla fine della canzone si è lanciato per terra da vera rockstar.
È, ad oggi, il momento più bello della nostra carriera da docenti.

7 – Il palco più grande che avete calcato? Riscontri? Sensazioni prima, durante, e dopo lo show?
Quello che vedete nel video!
Alla Birroteca, a Crema, un festival che si svolge a fine estate e che in due settimane vede alternarsi band di tutti i generi.
La serata metal chiaramente era nostra (che a Crema siamo di casa); ci aspettavamo molta gente ma ne è arrivata il doppio!
Quella sera poi giravamo il video di From The Ashes quindi eravamo sicuramente abbastanza tesi, ma come ogni volta: parte l’intro, ci guardiamo in faccia e buttiamo fuori tutta l’adrenalina che abbiamo!
Poi si beve qualcosa, si fa qualche foto e si fa serata…è tutto abbastanza normale!

8 – L’EP in uscita “Genus Ordinis Dei” è collegato alla trilogia che avete iniziato con “The Middle” , spiegateci la relazione che avrà con gli altri album e, siccome state per entrare in studio per registrare il secondo capitolo della saga, potete darci qualche anticipazione?
Si, come abbiamo spesso detto: tutto quello che scriviamo è parte di un concept che sviluppa la storia principale in tre fasi. In “The Middle” abbiamo analizzato la parte centrale, mentre nell’EP abbiamo raccontato la storia di cinque personaggi di rilievo nel nostro concept.
Per il prossimo disco non possiamo anticipare troppo, ma non sarà parte della trilogia, bensì una storia parallela collegata all’EP.
Se dovessimo definirlo con una metafora, potremmo descrivere la nostra storia principale come un albero, in cui “The Middle” è il tronco, e i futuri dischi della trilogia (“The Beginning” e “The End” ) le radici e i rami; in questo caso l’EP e il prossimo disco sono dei rapicanti che partono dalle radici e arrivano fino ai rami.
In ogni caso, il prossimo disco sarà più che altro una continuazione dell’EP…

9 – Avete detto in altre interviste rilasciate che tutti quanti avete un background metal ma quali sono, per ognuno di voi, i miti, i modelli che avete seguito e ai quali continuate ad ispirarvi?
Nick sicuramente Randy Blythe dei Lamb Of God; si sente molto la sua influenza nei cantati… ma anche Joey DeMaio per il suo carisma sul palco.
Per Tommy la massima ispirazione non arriva dal metal ma da Beethoven. Piccola chicca: Tommy ha una statuetta di Beethoven sulle casse della sua workstation, e ogni volta che finisce un arrangiamento orchestrale lo guarda. Se la faccia della statua è felice, l’orchestrazione è ok, altrimenti ricomincia.
Steven si ispira molto ai Lamb Of God, ai Symphony X, ai Gojira e agli Opeth.
Richard invece è molto legato a Mike Portnoy per il suo modo di “far suonare” le canzoni e la sua attitudine sul palco.

10 – Come già detto prima, il vostro EP in uscita è stato prodotto da Marco Coti Zelati. I Lacuna Coil hanno sempre fatto andare di pari passo moda “nella vita di tutti i giorni”, vestiti da palco e musica. Vivete in Italia, la capitale mondiale del fashion, quanto è rilevante questo particolare per voi? Che importanza date all’apparenza e all’immagine che volete dare dal palco e nella vita?
Sul palco abbiamo un look molto coordinato e coerente con quello che facciamo; siamo convinti che non basta mettersi una maglietta nera per fare uno show metal.
Sicuramente l’aspetto estetico su un palco conta molto, non tanto a livello di “Fashion” quanto a livello di impatto visivo.
Nella vita invece sicuramente manteniamo un look abbastanza “metal” perchè è comunque quello che siamo, ma in maniera molto sobria… insomma, non andiamo in giro vestiti di nero dalla testa ai piedi ma di certo non mettiamo nemmeno giacca e cravatta!

Grazie mille ragazzi, ora, anche i nostri lettori, vi conoscono meglio. Io vado a riguardarmi il video. CIAO!

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Non volete perdere nessuna news dei G.O.D.? Ecco dove seguirli:

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ENGLISH VERSION

Hello guys. Welcome!
Today, on MusiCommunication, release the new single “FROM THE ASHES”, from the Genus Ordinis Dei‘s EP.

1 – Since when do you play all together and when have you decided to form the Band?
We decided to create this project the exact day we actually formed the band: in 2011.
We all live in the same town and we used to play in different bands before starting Genus Ordinis Dei.
In 2011 we came up with the idea of put together a musical project which was able to satisfy everyone’s ambitions and goals… and here we are!

2 – Work, study, private life; is it hard for you to follow your passion?
It is not easy to be a musician.
Everyday we face different realities coming from our peers, different ambitions, ideas, prospects cause we all have different priorities and lives.
Luckily both in our work environment, we all are music teachers/composers/arrangers, and in our personal lives we are surrounded by musicians and open-minded people who support us, so we can’t complain!

3- What is Music for you?
Music is everything that surrounds us. It is what we are made of. We love to infuse people with our Music.
It is a mix of carefreeness and empathy when you listen to it, but also a great responsibility in the moment you actually create it.
Everyone listens to at least a song everyday… if THAT song is yours, then you have to give something, and that thing must come from you.

4 – Today, on our Web Site as first preview, you released the video of “From the Ashes”, what do you expect from this brand new single?
We are very happy about this song, and our self-titled EP, we hope it can give a clear idea about the evolution we had after “The Middle”.
We also hope to intrigue the listeners about who we are and what’s coming with the EP and with the next album, too.

5 – The EP “Genus Ordinis Dei” is produced by Marco Coti Zelati, founder, bass player, composer and now producer of Lacuna Coil. How come you decided to work with him and what’s left for you about this experience?
Well, Marco was introduced to us as a great composer, arranger and producer who could take us to the next level. We proposed to him, he loved us and we began this collaboration.
With him we grew up both musically and professionally.
Also about the songwriting, we realized that sometimes the more efficient way do not come from pretencious technical parts, but from simplicity.
He let us realize that a song must be good not only to us, and this was his gratest lesson.
…oh! and Richard improved also a lot in cooking…

(if you don’t know, Marco, il also a good Cooker. Are you hungry?Follow him on his page MFC – FOOD CORE  )

6 – We know that you’ve a complete music curriculum and that now you teach in school where most of your pupils are kids, which are the suggestions you like to give to make their passion grow every day more and more? Do you have anecdotes about conversations on this topic you have had with them?
We all teach in the same schooland we always try to explain the difference between being a musician compared to be a musician in a band.
If you want to be a good musician, you can! Just play eight hours a day.. but the most difficult thing when you play in a band is to become an artist with the right attitude and not being just a player or an executor.
Yes, maybe this is the best advice we give.
The most impressive story is related to this:
On the first year we had a forty years old bass player student who didn’t like to study that much. We putted him in a band and on stage, he learnt the part and at the end of the song he was lying on the stage like a real rockstar.
Still the best moment in our career as teachers.

7 – The most important stage you’ve ever been on? Your sensations before, during and after the show.
The one you see in the video!
There is a big festival in Crema named “Birroteca”, every year bands from different music genre play there.
We headlined the metal night; we expected a lot of people but actually there was twice of the one that we expected!
That night we also planned to record the video of “From The Ashes” so we were a bit in tension, but not more then usual; the intro started, we looked into each others’ eyes and we threw on stage all the adrenaline we had!
After the show we drank something, we took some photos and we hanged out… as always after one of our shows!

8 – “Genus Ordinis Dei” is connected to the trilogy you started with “The Middle”, explain to us the relation that it will have with the other LPs and, as you’ll start in May the recording session of the second chapter of the saga, do you have any preview to give us about it?
Yes! As we’ve always said: everything we write is part of a concept who developes the main history in 3 phases. In “The Middle” we focused on the central part, and in the EP we told the story of five important characters of our concept.
For the next LP we can’t anticipate too much, but it will not be part of the main trilogy, but a side story related to the EP.
In a metaphor where our main story is a tree, “The Middle” is the trunk, and the next trilogy-album, “The Beginning” and “The End”,will be the roots and the branches; then the EP and our next album are like vines moving on the tree.
Anyway, the next album will be a continuation of the EP…

9 – You’ve already said that you all have a “Metal Background” but which are, for each of you guys, Myths and Role Models that you’ve been and still follow?
Well, about Nick, Randy Blythe from Lamb Of God for sure; you can hear is influence in Nick’s vocal parts…but also Joey DeMaio for his charisma on stage.
Tommy’s best inspiration do not come from metal actually, but from Beethoven. Here’s a nice story: he has a small Beethoven’s statue on his workstation and when Tommy finishes an orchestral parts he looks at him. If he sees Beethoven smiling thanthe part is ok, if not he restarts.
Steven’s inspired by Lamb Of God, Symphony X, Gojira and Opeth.
Richard’s always been inspired by Mike Portnoy for his way of making a song play, and for his attitude on stage.

10 – As we already said, your EP is produced by Marco Coti Zelati. Lacuna Coil have always been spreading around the world fashion on stage and in real life.
You are from Italy, fashion capital of the entire world, how much is this important for you? How important, is for you, fashion on stage and in real life ?
On stage we have a look who matches with our music; we think can’t just wear a black t-shirt to play a metal show.
Surely the appearance is very important onstage, but it is not about “Fashion”, it is about impact.
In ordinary life we use to dress kinda a “metal” look, because it is what we are, but we are very sober about it…so, we don’t walk around dressed in total black, but for sure we’ll never wear an outfit!

Thanks for your time guys. Now, i’ll look again your video!

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