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Ciao ragazzi. Finalmente oggi, dopo una lunga attesa, è uscito “Everything In Its Place” della band capitolina BLACK MOTEL SIX.

Ho conosciuto questa band strepitosa, per caso, a Rapallo; erano una delle band di supporto per il concerto dei Lacuna Coil.

Per chi mi conosce, sa che quanto io sia di gusti musicali molto difficili, ma appena i ragazzi hanno iniziato la loro esibizione live, mi hanno conquistato, e tenuto in trepidante attesa fino ad oggi per ascoltare il loro nuovo album.

– Ciao ragazzi e grazie mille per la vostra disponibilità! Da quanti anni esistono i Black Motel Six?

Ciao! Grazie a te per l’opportunità! I Black Motel Six nella formazione “quasi” attuale, muovono i primi passi nel 2012. Nel corso di questi anni tante cose sono cambiate, sia nell’evoluzione musicale che proponiamo, dal lato di composizione, che nell’organico;  per questo abbiamo utilizzato il “quasi”.
Una piccola anteprima: l’ultimo acquisto in casa BM6 è Andrea Angelini, chitarrista di Stormlord e Stick it Out.

– Lavoro, vita privata, musica. Ė difficile seguire questa passione?

Ė difficile, come tutte le passioni che richiedono sacrificio e tempo. Ad esempio, la prima difficoltà che si incontra è l’organizzazione delle prove: ognuno di noi ha un attività lavorativa e degli impegni personali. Riuscire a stabilire un giorno per 5 persone non sempre è facile; chiaramente in orario serale dopo il lavoro (sotto concerto anche più di una volta a settimana). Fatte le prove, si trova la data: “siamo disponibili il 34 febbraio a sulmona?” – ecco la seconda difficoltà, pianificare e fissare il giorno, sempre che uno di noi non sia fuori per lavoro o che non debba fare gli straordinari. Gli esempi sono solo due a fronte di tante piccole e grandi cose che chi suona conosce molto bene, questioni economiche comprese 🙂 Il trucco per non stancarsi e non esaurirsi è cercare di godersi il suonare ogni secondo, in sala prove e sul palco. E spesso non è facile nemmeno questo.

– Cos’è per voi la musica?

Dopo la famiglia è la nostra ragione di vita. Non ha importanza dove arriveremo: è quello che ci trasmette, come ascoltatori e appassionati e come musicisti . Da questo traiamo l’energia e lo spunto per cercare di creare insieme agli altri quello che poi diventa la NOSTRA MUSICA, e di trasmettere le nostre emozioni.

– Questo è il vostro primo Album, nel 2013 avete prodotto l’ Ep: “For a Long Time”. Come mai avete aspettato così tanto tempo per l’uscita di un album completo?

Ci sono stati vari cambi di formazione, molte idee nel piatto ed un percorso live da seguire. Come immaginerai è come se fosse un lavoro non retribuito e ogni tanto bisogna fare i conti con la vita di tutti i giorni. Ora che è tutto delineato ed ha preso una certa forma, abbiamo intenzione di accellerare i tempi su tutti i fronti per il prossimo futuro.

– “Everything In Its Place“ è auto prodotto o avete collaborato con qualcuno per la sua realizzazione?

E’ auto prodotto ma ci siamo affidati a Marco “Cinghio” Mastrobuono del KICK RECORDING STUDIO, che con i suoi consigli ci ha aiutato a smussare certe cose in favore di altre e per questo lo ringraziamo. Le canzoni sono state scritte in sala partendo da idee più o meno definite, suonate e risuonate finché tutti non sono contenti del risultato.

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– Che differenze musicali ha rispetto al primo EP?

Semplicemente non ci sono i due chitarristi iniziali e la band è maturata ulteriormente sotto il profilo misicale e tecnico.

– Vi ho conosciuti lo scorso Agosto a Rapallo in quanto eravate tra le Band di supporto dei Lacuna Coil. Per voi era la prima volta? Cosa vi ha lasciato questa esperienza live?

Era la seconda volta che aprivamo per i LACUNA e, come la prima, volta quello che ci ha lasciato questa esperienza è la risposta positiva del pubblico, nuovo, al quale eravamo sconosciuti, e poi c’è il piacere di suonare ancora con una band italiana storica con esperienza internazionale che ha molto da insegnare. Sono esperienze che danno mille motivi per andare avanti per continuare a farci il culo.

– Secondo voi come reagiranno i seguaci dell’undergrond con “Everything In Its Place“?

Se lo sapessimo già, ci toglieremmo il gusto di avere un feedback dopo l’uscita del disco! Scherzi a parte, nella nostra esperienza non siamo mai stati in grado di prevedere la reazione degli ascoltatori alle proposte di dischi nuovi , e non ci sentiamo di esporci più di tanto. Possiamo dire però che considerando le fasi stilistiche che sono state più o meno seguite in questi anni (metalcore, power, southern, grind ecc), il nostro disco potrebbe suscitare almeno curiosità o almeno lo speriamo.

– Cosa pensate della scena musicale undergrond italiana ed europea?

Cogliamo l’occasione per ribadire il fatto che la scena italiana è composta da band che spaccano il culo, niente da invidiare al resto d’europa. Roma, ad esempio, ha un numero di band underground che a Stoccolma si sognano! Il problema dell’underground sta nell’interesse che è sempre meno da parte delle persone che ascoltano metal; è chiaro che è impegnativo andarsi a cercare le band e andarle a vedere dal vivo ma è necessario affinché la scena possa rimanere viva. Spesso ci si mettono di mezzo anche i locali, il che non aiuta affatto. Insomma: la musica underground italiana c’è, è viva, bisogna solo avere la pazienza di andarsela a spulciare.

– Avete date o tour già organizzati per la promozione dell’album?

Per la promozione ci stiamo muovendo insieme all’etichetta con la quale abbiamo firmato per l’uscita dell’album, la Time to Kill records. Con loro stiamo valutando le varie opzioni e la possibilità di organizzarci per delle date promozionali in giro per l’italia e per l’Europa. Tutte le news verranno comunque pubblicate sulla nostra pagina Facebook.

Grazie mille a tutti ma sopratutto a Marco Zuzolo per il tempo che mi hai dedicato.

Bene, io mentre voi leggerete quest’intervista, mi starò gustando Everything In Its Place!

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Emanuele Calvelli: Bass
Alessio Brancati: Grums
Stefano Calabrese: Voices
Marco Zuzolo: Guitar
Andrea Angelini: Guitar

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