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amedeo-miconi-mcOggi voglio presentarvi Amedeo Miconi, un musicista dalla grande esperienza in studio e live.

Qualche mese fa è uscito il suo progetto solista “ROCKVIRUS” e oggi è ospite di MusiCommunication per farci conoscere il questo suo fantastico disco.

Conosciamolo assieme.

1 – Ciao Amedeo e benvenuto su MusiCommunication. Inizierei chiedendoti di parlarci un po’ di te. Quando è nata la tua passione per la musica, qual’è la tua formazione e sopratutto: perché proprio la chitarra?

Ciao Oreste,
innanzitutto grazie per la possibilità di essere tuo ospite e un saluto a tutti i lettori del tuo blog.

Il primo incontro con la musica è avvenuto intorno ai tre anni di età, quando ho ricevuto in regalo un giradischi.
Il fatto di avere una sorella maggiore ed una mamma appassionate di musica, mi ha permesso di entrare molto presto in contatto con la musica “adulta”. Quindi, insieme alle canzoni dello Zecchino d’oro, ho consumato una grande quantità di generi, Pop, Rock, Blues, e altri.

Abba, Bee Gees, Beatles, Jimi Hendrix, Eagles, sono solo alcune delle tante passioni musicali che mi hanno portato, intorno ai 14 anni, ad iniziare a suonare la chitarra, dopo una parentesi di pianoforte e solfeggio intorno ai 10 anni di età.

La chitarra è stata uno strumento che mi è sempre piaciuto molto, anche perché fortemente utilizzata dagli artisti appena citati, i quali rappresentano le mie prime influenze musicali.

2 – Da anni collabori con Rai, qual’è il tuo ruolo?

Il mio ruolo è quello di comporre musica per immagini.
Possono essere documentari o trasmissioni televisive. Spesso si tratta di brani generici, adatti un po’ a tutto, oppure vengono richiesti stili musicali ben precisi, mirati al tipo di argomento che devono supportare.

Nel 2008 ho realizzato la colonna sonora del film di Antonio De Feo, “Deadly Kitesurf”, insieme a Stefano Maggio e a Filippo Manni.

3 – Hai realizzato un tuo progetto solista, ROCKVIRUS. Cos’è e perché hai deciso di dedicarti a un progetto solista?

Rockvirus è un album nato in un periodo per me molto difficile, dovuto alla perdita di mio padre.

Ha avuto una gestazione molto lunga e molti dei brani sono nati in momenti di profondo sconforto.

“Tears” è il brano che ho dedicato a mio papà e penso che rappresenti al meglio il dolore e lo stato d’animo di quando è stato composto. Tuttavia penso che, a parte pochi episodi, l’album conservi una buona energia Rock e molto ottimismo.

Ho sentito l’esigenza di lavorare a questo progetto dopo aver composto i primissimi brani. Penso che un album sia in qualche modo la fotografia di un periodo e volevo scattarla.

Colgo l’occasione per ringraziare Beppe Aleo di Videoradio per il suo preziosissimo supporto!

4 – Al progetto hanno collaborato parecchi artisti. Che cosa ti ha lasciato questa esperienza di collaborazione con loro?

Vorrei ricordare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del disco e senza il cui fondamentale apporto non sarebbe mai nato: Jennifer Batten, (Michael Jackson, Jeff Beck, ecc…), Mel Collins, (King Crimson, Dire Straits, Alan Parsons Project, ecc…), John Giblin, (Simple Minds, Peter Gabriel, Phil Collins, ecc…)Salvatore Scorrano, (Steve Phillips, Dire straits, Loretta Goggi, ecc), Gigi Zito, (Nada, Gianni Bella, ecc…) e Salvatore Leggieri, (Renato Carosone, Lucio Dalla, Max Giusti, ecc…), alle batterie, Mario Guarini, (Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Gino Paoli, ecc…) al basso, Primiano Di Biase, (Dire Straits, Neri Marcoré, Richard Bennet, ecc…) alle tastiere, al piano alle riprese del suono, Stefano Maggio, (Popstars, Jennifer, Kirchheim, ecc…), alle tastiere e al programming, Gianluca Vaccaro, Mastering al Terminal 2 di Roma, Stefano Castiglionesi, progetto grafico…

Grazie a tutti!

Questa esperienza mi ha dato tantissimo! Lavorare con artisti di questo calibro è stato molto stimolante e mi ha lasciato preziosi insegnamenti circa i molteplici e variabili aspetti della registrazione di un album.

5 – In un futuro post apocalittico tutta la musica va perduta e puoi salvare solo 3 brani del tuo album. Quali salveresti e perché?

Direi “Rockvirus”, la title track, perchè è il brano che ha dato il via a tutto il progetto e credo che rappresenti un pò l’essenza del disco, “Tears” perché è il brano che ho scritto per mio padre e ha un significato speciale e poi “Black Hole” per la sua atmosfera misteriosa.

6 – Cosa aspetti di lasciare ai tuoi ascoltatori con le note del tuo disco?

Spero che possano arrivare le emozioni che ho provato durante la composizione e la registrazione e che i brani possano essere ricordati per la melodia o per un dettaglio sonoro, mi auguro piacevole.

7 – Cosa pensi della scena musicale Rock Italiana?

La scena musicale è piuttosto ferma, anche perché non si investe più sulla carriera e tutto viene consumato alla velocità della luce. Tuttavia mi sembra che in ambito Rock ci sia molto fermento, almeno rispetto ad un po’ di tempo fa, soprattutto da parte di band che spesso trovano spazio su canali tipo “ Youtube”.


8 – Hai in previsione delle date live per la promozione del tuo disco?

Vorrei portare “Rockvirus” dal vivo con la mia band, la cosa è in fase di progettazione e spero davvero di poterla realizzare.

9 – Stai lavorando a nuovi progetti?

Spero di poter lavorare al più presto alla composizione di nuovi brani, sicuramente dopo aver dato la giusta attenzione al disco appena uscito.

10 – Ultima domanda. MusiCommunication si occupa della formazione e crescita di musicisti emergenti; che consiglio puoi dar loro per migliorare la loro crescita?

Le cose più importanti credo che siano ascoltare tantissima musica, studiare molto e suonare il più possibile dal vivo.

Amedeo, ancora grazie mille per la tua disponibilità e ora, dedichiamoci all’ascolto di ROCKVIRUS!

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Ciao!

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